Il Progetto

Progetto di SCUOLA DEMOCRATICA
Partendo dall’idea che ogni essere vivente è parte integrante dell’universo e non un elemento separato da esso, il Progetto “Educaresano” vorrebbe trovare l’occasione per comprendere quanto l’istintività e la spontanea creatività
siano le basi naturali per uno sviluppo sano dell’individuo, per un apprendimento dettato dalla volontà, dalla passione e dalla naturale curiosità innata in ogni bambino, per una conoscenza duratura capace di conservare quella felicità esistenziale che ne permea la vita sin dal concepimento.
Se tutti noi adulti ascoltassimo di più i bambini impareremmo da loro quello di cui abbiamo davvero bisogno per trovare pace e serenità…
IDEE e FONDAMENTI:
…alimentazione genuina, espressione libera della creatività e della manualità, recupero della sintonia con il mondo di cui siamo parte, amore per la Natura, sensibilità aperta all’esperienza diretta, considerazione reciproca tra individui, complicità, fiducia, lealtà disegnano un percorso e offrono un racconto che dà spazio alle emozioni, alla pratica dell’esempio, alla condivisione delle esperienze, al sentimento di protezione, al rispetto della personalità di ognuno, senza contrasti con quella degli altri, alla curiosità verso una conoscenza spontanea che è prima di tutto desiderio, piacere, gioia di vivere.
La prima premessa è la tutela della libertà di crescere e svilupparsi come natura comanda, sapendo che possiamo essere felici solo se siamo liberi di esprimerci e possiamo esserlo solo se siamo pronti a difendere anche la libertà degli altri.
La seconda premessa è la condivisione di esperienze, alla base del processo formativo ed evolutivo degli individui, partendo dall’idea che sia conseguenza diretta l’autoregolamentazione da parte del gruppo dei processi organizzativi. Perchè educare non sia costringere altri a seguire regole imposte, spesso profondamente ingiuste, visto che non conseguono dai reali bisogni dei singoli, ma dalla necessità di apparati di omologare e uniformare. Sentiamo il bisogno di riportare l’attenzione al centro, rappresentato dall’individuo nel suo complesso, sia esso aduto o piccino, sapendo che egli stesso, per sua specifica natura é unico e irripetibile! A lui deve essere data l’opportunità di stabilire le regole da seguire, insieme alle persone che formeranno il gruppo che si è scelto per crescere e vivere la sua vita di esperienze formative.
Cibo buono e genuino
Una delle basi per una crescita sana è la buona alimentazione. Abituare il corpo a nutrirsi con cibi naturali (selvatici, biologici e biodinamici) lo rende più forte e capace di riconoscere ciò che invece è nocivo per il suo metabolismo. E’ oramai risaputo che un’alimentazione genuina previene l’insorgenza delle malattie, o comunque consolida l’organismo e lo rende più adatto ad affrontare virus e batteri, sempre più forti in un ambiente inquinato come il nostro.
Offrire ai piccoli valide alternative nutrizionali alle malsane tendenze dell’alimentazione industriale, è un passaggio fondamentale alla buona educazione. Quello che andiamo perdendo in termini di qualità e sapori nel momento in cui assumiamo cibi zuccherati, edulcorati, colorati, antiossidati, lucidati artificialmente e conservati chimicamente (quando non addirittura elaborati sinteticamente) non ha riscontri nella storia della nostra specie. Star bene vuol dire anche mangiar bene e viceversa.
Educare all’autonomia e all’indipendenza
Per poter riuscire ad immaginare, progettare, attuare i nostri desideri occorre aver preservato la capacità di crearli dentro di noi e di saperli mettere in pratica in maniera autonoma e indipendente, ossia libera. In un mondo che ci spinge sempre più a delegare tutto agli altri (alla politica, all’economia, all’istruzione, alla scienza, alla tecnologia) perdiamo il significato di autodeterminazione. Non sappiamo più usare le mani, non abbiamo mai tempo per pensare, non riusciamo più a dare voce alla nostra sensibilità.
Vorremmo che i nostri figli fossero liberi di sviluppare le loro abilità creative e manuali piuttosto che sottostare ad attività ripetitive e freddamente programmate; vorremmo che i nostri bambini fossero liberi di acquisire competenze in autonomia piuttosto che assumere nozioni astratte senza associazioni alla pratica della vita; vorremmo che i nostri bambini fossero liberi di crescere rafforzando la loro attitudine a divenire persone socialmente ed ecologicamente responsabili, invece di diventare insensibili consumatori di tutto quel che esiste.
Siamo per l’apprendimento e non per l’istruzione obbligata, proprio perché siamo convinti che la libertà passi attraverso la via del saper sentire, e la spontanea volontà di conoscere dia i migliori risultati sul piano della conoscenza. Ci piacerebbe che i nostri bambini potessero immergersi in una conoscenza trasmessa tra individui considerati pari tra loro, senza superiori e inferiori, senza autorità da rispettare e sudditi da correggere, senza distinzioni di sesso, di classi di età o di merito; una conoscenza in cui la differenza sia considerata un valore e non una preoccupazione da appiattire; una conoscenza in cui tutti, adulti e bambini, abbiano l’opportunità e il piacere di imparare da tutti e da tutto.
Amore per la Natura e le Arti che ne conseguono.
Amare la Natura non vuol dire sfruttarla e nemmeno considerarla un oggetto di cui disporre a piacere. Un’etica che si rivolga solo agli esseri umani non può che essere incompleta e senza prospettiva. I bambini sanno di essere parte integrante della Natura e non i loro padroni: preservare questo sentimento di unione con la vita è fondamentale per tutti. La scuola toglie i bambini dalla Natura e li colloca in stanze sigillate, sterilizzate, illuminate artificialmente, con arredi plastici e banchi disposti per file parallele come avviene per le schiere di militari pronti a ricevere ordini. Lasciare che i piccoli vivano la loro natura nella Natura è un aspetto indispensabile per la loro crescita! Il coinvolgimento nella meraviglia che solo la Natura può suscitare ne consolida il rispetto, gettando le basi per lo sviluppo di una sana e spontanea spiritualità.
Il nostro Progetto prevede il recupero di ritmi più consoni alla vita di ogni individuo, una partecipazione diretta ai tempi della Terra, uno spazio verde per vivere principalmente all’aperto (giocare, arrampicarsi, correre, saltare, esplorare, osservare, comprendere), un focolare domestico deve condurre le attività al coperto (cucina, laboratori, danze, recite, letture), un approccio curato verso l’utilizzo di materiali naturali che stimolano la percezione, la sensorialità, la creatività del bambino.
Fondamentale è anche l’insieme dei laboratori artistici che si attueranno per stimolare la creatività e la naturale tendenza all’apprendimento di tecniche costruttive, musicali, di pittura e di scultura. Non da ultima l’idea che l’insegnate abbia come obiettivo quello di indurre l’interesse dei bambini attraverso il coinvolgimento per le sue vere passioni, ideando soluzioni di approccio mediante il riferimento al sentimento passionale cui il bambino tenderà ad associare la nozione in fase di ricordo.
Il piacere di scoprire, il desiderio di apprendere.
Scriveva Raoul Vaneigem: “Il sistema educativo non si è accontentato di /…/ collocare lo scolaro in edifici senza gioia, destinati a ricordargli, nel caso se ne dimenticasse, che non è lì per divertirsi. Ha anche sospeso sulla sua testa la spada di Damocle, al contempo ridicola e minacciosa, di un verdetto. Ogni giorno l’allievo penetra, che lo scelga o no, in un pretorio dove compare davanti ai suoi giudici sotto l’accusa di presunta ignoranza. Sta a lui dimostrare la sua innocenza rigurgitando a richiesta teoremi, regole, date, definizioni che contribuiranno al suo rilascio alla fine dell’anno scolastico”.

Come ha notato David Gribble, fra i fondatori della scuola libertaria Sands School: “i bambini amati sono per natura altruisti”.
L’amore non teme mai la libertà e la libertà è ciò che meglio prepara alla vita. Ogni adulto responsabile e felice è stato un bambino libero!
Com’è possibile pensare che la scuola preservi tutta quella curiosità verso la vita, quella fiducia di sé, quell’esuberanza e quel desiderio di apprendere che il bambino mostra incontenibilmente sin dai primi giorni della sua esistenza?
Sotto giudizio si può solo vincere o perdere e la vittoria di oggi non annulla mai l’angoscia per la possibile sconfitta di domani.
Per i nostri figli immaginiamo una conoscenza appresa per piacere, non per minaccia! Immaginiamo una conoscenza liberata dalla competizione, dalla morale del più forte, dalla disciplina univoca e dagli ordini impartiti dall’alto, dalla spersonalizzazione dell’apprendimento e dalla prospettiva di trasformare l’intelligenza umana in un prodotto da vendere al mercato.
Regole sì ma concordate fra tutti (adulti e piccini) e per questo rispettate con entusiasmo! Lezioni si, ma aperte a tutti senza obbligo di frequenza, e per questo seguite con interesse e curiosità!
I voti si lascino ai monaci, le promozioni al campionato di calcio e le bocciature ai virtuosissimi del gioco delle bocce.
Apprendere è un piacere, non un lavoro. Non ci interessa una scuola che uccide lo spirito di collaborazione insegnando a vincere, che bandisce la sorpresa, la critica, la diversità dei temperamenti, le differenze attitudinali delle persone, la capacità di immedesimazione negli altri, che induce gli studenti a diventare i cittadini conformisti di domani, lavoratori obbedienti ad ogni precettazione sociale.
Preferiamo un figlio libero di decidere e consapevole della sua importanza e unicità, sicuro di poter dare un valido contributo a chi lo circonda, piuttosto di un avido individuo in corsa per il potere e per il denaro, magari ricco, ma incapace di dare un senso a ciò che esiste, magari socialmente ben inserito, ma rassegnato a dover essere incastrato in situazioni che altri gli hanno imposto, rendendolo incapace di agire e di reagire.
